Amplificatori a transistor
Come detto prima vi sono due tipologie principali di amplificatori, a valvole e a transistor,
diversificati oggi con numerose tecnologie ibride. I transistor hanno soppiantato le valvole in
numerosi settori del campo elettronico per affidabilità e qualità ; gli amplificatori a transistor sono
pertanto molto diffusi e versatili
È importante per prima cosa sapere è che cosa sono i transistor.
I transistor, o transistori, sono dispositivi allo stato solido costituiti da semiconduttori che si
occupano dell'amplificazione dei segnali elettrici. La funzione è la stessa dei triodi per le valvole
ma il meccanismo è differente, a partire dal fatto che non è necessario un pre-riscaldamento prima
dell'uso. L'utilizzo dei transistor si è sviluppato successivamente al sistema a valvole dei primi
amplificatori.
Vantaggi
Tra i vantaggi di tale sistema si segnalano il costo, più contenuto per i minori costi di produzione, e
la maggiore affidabilità. Le valvole sono più delicate. Il suono di un amplificatore a transistor è
considerato ad alta fedeltà (hi-fi) poiché la riproduzione è più accurata e meno soggetta a
deperimento. Il suono è più secco, piatto, caratteristica ricercata e desiderata, ad esempio, nella
musica metal. La scelta dell'amplificatore è prettamente personale, modellata in base alle singole
esigenze.
Vi sono in commercio amplificatori ibridi che utilizzano i transistor associati ad un paio di valvole
adibite solo alla pre-amplificazione. I circuiti ibridi consentono di risparmiare sui costi di
produzione garantendo comunque una qualità ottimale.
Amplificatori a valvole
L'amplificatore valvolare si avvale di un sistema a valvole, componenti elettrici molto simili
nell'aspetto a lampadine,un tempo molto diffuse oggi soppiantate dalle nuove tecnologie. Tale
sistema non è stato del tutto abbandonato in quanto sinonimo di qualità, oltre che di costi elevati.
La valvola è composta principalmente da un anodo e un catodo e tra essi è collocata una griglia di
controllo, il tutto a formare un sistema a triodo in cui i tre componenti elettrici sono collegati
mediante un filamento che ha la funzione di scaldare il catodo. All'interno di un bulbo di vetro
l'anodo viene caricato positivamente, il catodo negativamente. La corrente che giunge alla valvola
deriva da una fonte a corrente alternata che viene convertita in corrente continua.
In questo modo l'amplificatore garantisce la continuità del segnale. In un amplificatore valvolare
propriamente detto, che non sia dunque ibrido, vi sono due set di valvole : le valvole del finale, più
grandi, e quelle del preamplificatore. Queste ultime si occupano di amplificare il segnale e di
plasmare il timbro, le valvole del finale agiscono sulla potenza del segnale. Le valvole conferiscono
al suono un timbro unico e inconfondibile; con il termine "timbro" si intende il parametro che
rappresenta il "colore"del suono, che consente di distinguerne la fonte.
Come suonano
La tecnologia a valvole è molto amata dai chitarristi poiché il suono che ne risulta è caldo, pastoso,
dolce e versatile e consente di ottenere distorsioni molto interessanti. In questa tipologia di
amplificatori la saturazione aumenta gradualmente, diversamente da come avviene negli
amplificatori a transistor. Prima dell'utilizzo di un amplificatore valvolare è consigliabile lasciare
che le valvole si scaldino per qualche minuto dopo l'accensione, di modo che si raggiunga la
temperatura ottimale per il corretto funzionamento.
Allo stesso modo dopo l'utilizzo è necessario lasciare raffreddare le valvole onde evitare eventuali
danni. La tecnologia a valvole richiede una manutenzione costante, nel momento in cui le valvole
sono usurate è necessaria la sostituzione, preferibilmente ad opera di un tecnico competente, in
grado di valutare il tipo di valvole da inserire e le operazioni da effettuare.