Una fondamentale differenza
Un buon dispositivo stereo per automobili non può che possedere almeno un amplificatore. Malgrado le sorgenti
odierne riescano ad arrivare a potenze elevate, la maggior parte dei finali di potenza è alimentato dai soli 12 Volt
della batteria.
Ci domandiamo, allora, per quale motivo anche gli amplificatori non facciano uso di quegli stessi
12 Volt. Esiste infatti una profonda differenza: essi sono equipaggiati di un circuito survoltore. Nel
momento in cui sarete in possesso di un amplificatore, sarà bene essere a conoscenza del fatto che
circa il 33% è costituito dal survoltore; la sua utilità è quella di incrementare la tensione che giunge
dal generatore in modo da restituire alte correnti ai finali di potenza: più precisamente, è il circuito
invertente che negli amplificatori più prestanti permette tale innalzamento e si occupa di mantenere
la tensione stabile. Dunque, in queste condizioni, si ottiene in uscita un segnale che si mantiene
pulito e stabile sia ad alto volume sia quando la batteria della vettura è sotto sforzo; dunque
l'importanza del survoltore si riflette nella qualità sonora.
Pertanto, è bene tenere a mente quanto sia sostanziale che l'amplificatore sia adeguatamente
alimentato; collateralmente, è oltretutto basilare selezionare i cavi adatti.
Ne segue una descrizione:
Cavo di corrente positivo.
Si effettua la connessione con il polo + della batteria, facendo
attenzione che il fusibile sia quello adatto. La sezione del cavo deve superare un valore minimo, e
tale valore è strettamente correlato con la potenza RMS dell'amplificatore, cioè la sua corrente di
massimo assorbimento. Dunque sarà necessario utilizzare una delle seguenti uguaglianze: S = Imax /
2.5 oppure S = WRMS · 0.06, dove S indica la sezione del cavo in mm, Imax la corrente di
assorbimento massima e WRMS la potenza RMS. Ad esempio, per un amplificatore a 4 canali a 45
watt RMS (180 watt RMS totali), la cui Imax sia 27 A, la sezione del cavo dovrà essere S = 10.8 mm.
Cavo di corrente negativo.
Si effettua il collegamento alla scocca della vettura, molto vicino
all'amplificatore: il cavo deve essere molto corto. Nella foratura è bene fare attenzione che non si
vada all'esterno o si interferisca con l'apparato frenante e il serbatoio. E' possibile fare uso delle
messe a terra dell'impianto elettrico della vettura, le quali si trovano al di sotto delle protezioni del
portabagagli. Si sconsiglia di utilizzare le viti di fissaggio dell'amplificatore per la messa a terra. La
sezione va scelta esattamente come nel cavo di corrente positivo. Prima di effettuare il
collegamento, è opportuno togliere la verniciatura dal punto di saldatura; il cavo andrà poi
terminato ad anello.
Cavi altoparlanti.
E' fondamentale prestare attenzione alla purezza del rame utilizzato (molto
stabili e conduttivi sono quelli i cavi in rame OFC) e al numero di microconduttori che
costituiscono la matassa: fissata la sezione, maggiore è il numero di microconduttori, maggiore sarà
la conducibilità e dunque la risposta ai transitori sarà molto più rapida.
Sistemazione e fissaggio dell'amplificatore.
La scelta sarà piuttosto libera, importante è però
evitare le zone in cui non è possibile ottenere un fissaggio stabile, nella parte sottostante al cruscotto
(dove sono localizzate la centralina e l'impianto elettrico), e in quei punti dove c'è poco ricambio
d'aria. Ad ogni modo, la scelta più comune cade sul portabagagli. Una volta che l'amplificatore sia
posizionato e sia stata avviata l'alimentazione, è necessario il trasferimento dei segnali a bassa
frequenza (BF), cioè la musica, dall'autoradio al finale di potenza. I pacchetti di frequenza associati
ai segnali audio sono collocati nella parte inferiore dello spettro delle onde elettromagnetiche (per
l'udibile si va dai 20 ai 20.000 Hz), dunque si parla di segnali BF. Cavi adatti allo scopo, che
portano a rese di Alta Fedeltà, sono i cavi pre-out, nel senso che vi scorre un segnale a tensioni
molto basse (Vpp, tensione picco-picco) preamplificato. Tali segnali purtroppo sono soggetti a
ingenti interferenze, dunque è opportuno tenere a mente quanto segue:
Utilizzare una prolunga pre-out di buona qualità.
Utilizzare una prolunga pre-out di buona qualità che termini con connessione RCA di qualità
soddisfacente. Tali tipologie di cavi possono venire a costare dalla decina al migliaio di euro circa;
ad ogni modo, per la riproduzione audio per automobili, causa contingenze insite allo stesso
ambiente di ascolto, è sconsigliato fare uso di cavi pre ad alto prezzo, che andrebbero ad aumentare
la qualità in maniera non sensibile. Ciò che conta è la schermatura a maglia fitta, in certi casi
avvolta da un rivestimento che ricorda la carta stagnola; inoltre il conduttore principale deve essere
costituito da rame di qualità alta. Inoltre, per ciò che concerne gli spinotti RCA, non serve altro che
saper adattarli al cavo selezionato.
Stendere il cavo pre.
Stendere il cavo pre affinché disti 10 cm circa da eventuali sorgenti di rumore (in automobile
solitamente generate dai componenti elettronici). In particolare, è consigliata la canalina dal lato del
passeggero, in quanto presenta una minore quantità di fili elettrici.
Ciascun finale di potenza (eccetto i finali chiamati Esoterici) presenta un controllo conosciuto come
regolazione del livello d'emissione o controllo di guadagno, altrimenti detto, volume. Si badi che
alzare eccessivamente o addirittura completamente il volume non conduce a fenomeni uditivi
assenti di distorsioni; anzi, una regolazione al 50% potrebbe già restituire un suono sporco. Un
metodo comune e ragionevole per ottenere una corretta regolazione del livello di emissione consiste
nel raggiungere l'80% del valore massimale, dunque bilanciare il controllo del livello sino a
percepire un minimo di distorsione, e infine abbassare ciò che basta per eliminare lo sporco. E'
indifferente se la corsa compiuta dalla manopola di regolazione sia piccola, in ogni caso si può stare
certi che sarà ottenuta la diffusione massima.